Contro l'intervento imperialista in Mali!
Il 10 gennaio l'imperialismo francese ha annunciato l'apertura di un nuovo fronte di guerra in Africa, attaccando il Nord del Mali, dove il popolo Tuareg, da sempre oppresso dal governo centrale, ha finalmente conquistato la propria indipendenza.
Il governo della sinistra borghese di Hollande, come hanno fatto i suoi successori Chirac e Sarkozy,
ripercorre così le sanguinarie orme dello storico colonialismo francese in Africa. Un percorso fatto
di oppressione e morte, spesso celato da “ingerenza umanitaria”: dalla criminale aggressione alla
Libia al colpo di stato in Costa D'Avorio, dallo schieramento di truppe in Niger alle periodiche
incursioni in Somalia, dal sostegno al regime fascista in Ciad alla balcanizzazione del Sudan.
In ballo, c'è ancora una volta, un intero continente da saccheggiare. Il Mali, in particolare, è il terzo
produttore mondiale di oro e le parti settentrionali del paese sono ricche di uranio, materia prima
della potenza nucleare francese. Per la borghesia imperialista francese si tratta di imporre manu
militari i propri interessi economici strategici, sopratutto difronte all'avanzata cinese negli
investimenti e nell'influenza sul continente nero e, fondamentalmente, alla sempre più grave crisi
del capitalismo internazionale.
Il socialfascista Hollande, insomma, ha annunciato il ritiro delle truppe dall'Afghanistan per
condurre nuove guerre, laddove lo necessitano le priorità del saccheggio neo-colonialista.
In Italia, questo sanguinario sciovinista è il modello della sinistra borghese di Bersani e
Vendola. Come Berlusconi ha seguito Sarkozy nell'aggressione alla Libia nel 2011, i “sinistri”
seguiranno l'esempio di Hollande se arriveranno al potere con queste elezioni, nonostante tutta la
retorica umanitaria e pacifista di cui si riempono la bocca.
Guerre imperialiste che rappresentano la risposta che i “civili” governi del blocco Nato stanno dando alla crisi economica: aggredire i paesi oppressi per spartirsi il globo, innescando e
accelerando la tendenza alla terza guerra mondiale. Mentre sul fronte interno, l'attacco alla
condizione operaia e popolare è frontale e sempre più profondo.
Ma i popoli africani dimostrano sempre di più di non accettare il saccheggio. In Mali, la
Resistenza dei Tuareg, come ha dovuto ammettere lo stesso governo Hollande, è più forte del
previsto. In Libia, in Somalia, in Nigeria, in Niger, la ribellione antimperialista non demorde,
nonostante la soverchiante potenza militare degli oppressori. In Sud Africa, il proletariato delle
miniere e dei campi è in lotta oramai da mesi, fronteggiando la criminale repressione governativa.
Nel Nord Africa, la tempesta popolare che ha deposto i boia Ben Alì e Mubarak non è mai cessata,
divampando con fiammate di rivolta contro i nuovi oppressori.
La lotta di questi popoli è la nostra lotta. Loro subiscono il saccheggio coloniale, il proletariato e
le masse dei paesi imperialisti, subiscono il saccheggio di classe, sociale e ambientale. Il nemico è
lo stesso ed unico dev'essere il sentiero della lotta e della liberazione. Come insegnano le masse
popolari di Niscemi, in Sicilia, la cui mobilitazione, nella scorsa settimana, è riuscita a fermare i lavori per il locale radar militare Usa, unendo lotta ambientale a solidarietà antimperialista.
VIVA LA RESISTENZA DEI POPOLI AFRICANI
E DI TUTTI I POPOLI OPPRESSI!
RILANCIAMO IL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA!

PROLETARI E POPOLI OPPRESSI DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI!
COLLETTIVO TAZEBAO – per la propaganda comunista
14/1/2013 collettivo.tazebao@gmail.com

Dal Mali alla Somalia,
dal Delta del Niger alla Libia,
con la Resistenza dei popoli africani!
Contro il colonialismo e l'imperialismo
per l'internazionalismo proletario!
Proletari e popoli oppressi di tutto il mondo,
uniamoci!